• Informazioni Cajamarca

    La città di Cajamarca riunisce tre ingredienti che la rendono una destinazione indimenticabile: una magnifica architettura coloniale, bei paesaggi e una ricca storia dal momento che fu scenario di un episodio importantissimo per la storia del continente. Qui, il conquistatore Francisco Pizarro, catturò l’Inca Atahualpa, il quale, nonostante aver tenuto fede al riscatto pattuito, fu assassinato nella piazza principale, squartato da 4 cavalli. A partire da quel momento i conquistatori disegnarono la città secondo il modello spagnolo e oggi si conservano degli edifici coloniali come la Cattedrale, le chiese di San Francisco, Belén e la Recoleta, ma anche casone e monumenti importanti.

    Si possono fare numerose escursioni: ai Bagni dell’Inca, acque termo medicinali nelle quali l’Inca era solito recarsi dopo dei lunghi viaggi; le Ventanillas de Otusco, necropoli scavata in una parete di roccia vulcanica; Cumbemayo, esempio di ingegneria idraulica preincaica che ancor oggi funziona, posto in uno stupendo scenario naturale; l’antica piantagione La Colpa, dove si recano le vacche, chiamate per nome, per la mungitura;

    Kuntur Wasi, centro cerimoniale dell’anno 1101 a. C., e nel suo museo locale è possibile apprezzare numerosi oggetti forgiati con l’oro lavorato più antico d’America.

    La Fattoria Porcón, cooperativa agricola e d’allevamento circondata da un gigantesco bosco di pini, ideale per trascorrere un giorno in campagna, visitare un piccolo giardino zoologico con vigogne, cervi, gattopardi, scimmie e aquile, comprare prodotti caseari o solamente godere del paesaggio. Cajamarca riassume nella sua architettura l’incontro di due culture: quell’inca e quella spagnola, i suoi resti archeologici ci narrano le storie più antiche, che risalgono alla cultura Caxamarca (fino al 1450 d. C.), ai suoi acquedotti e agli enigmatici petroglifi e ad altre civiltà ancora più remote.A soli otto chilometri dalla città, nel distretto dei Bagni dell’Inca, le ventanillas di Otuzco risaltano tra la natura. Sono la necropoli di una popolazione preincaica, antecedente alla cultura Caxamarca, probabilmente d’influenza Wari. Centinaia di gallerie e nicchie individuali, che somigliano a delle finestrelle, furono scavate nella roccia vulcanica; raggiungono gli 8 e 10 metri di profondità, l’accesso è rettangolare e quadrangolare di 50, 60 cm d’altezza. Originariamente dovevano avere delle lapidi di pietra con figure simboliche a rilievo, a giudicare da alcuni frammenti ritrovati nelle vicinanze. La tradizione racconta che gli incas svuotarono l’interno della roccia e usarono le nicchie per altri scopi, li trasformarono in un granaio (in quechua “collca”), per questo motivo ri orientarono gli accessi contro vento per mantenerli freschi. Per alcune finestrelle si può accedere a delle gallerie oscure e misteriose senza fondo, che ispirarono l’immaginazione dell’uomo a creare i corridoi segreti che univano Cajamarca a Cusco.

    Parco Nazionale di Cutervo. A 260 km a nord della città di Cajamarca (14 ore e 30 minuti in auto). L’obiettivo è la protezione e la conservazione della flora e della fauna caratteristiche della Cordigliera dei Tarros. La zona ospita giaguari, leopardi, orsi con gli occhiali e nutrie. Una delle principali attrazioni sono i guácharos , uccelli notturni che vivono nella Grotta dei Guácharos. Di significativo richiamo sono i paesaggi costituiti da campi di stoppie, da boschi nani e da boschi di nebbia.

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