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Le coste di Paracas (235 km. a sud di Lima) sono famose tantograzie alla bellezza del loro paesaggio naturale, come pure per la antichissima civilizzazione omonima, assai nota per ricchezza dei suoi rituali funerari e la qualita' squisita dei suoi tessuti e per le sue avanzate conoscenze in fatto di chirurgia del cranio.
Si calcola infatti che quasi il 60 % degli individui ai quali si praticarono trapanazioni, riusci' a sopravvivere agli interventi.
Nel 1925 l'archeologo peruviano Julio C. Tello scopri' i resti piu' importanti di questa cultura. I suoi splendidi manti funerari, testimoni di una complessa visione magico-religiosa, si tessevano in cotone o in lana di alpaca o vigogna o con materiale misto, e vi si ricamavano figure ed immagini con fili di lana.
Uno dei personaggi maggiormente rappresentati esibisce connotati umani con elementi di uccello e di felino e porta con se', come fossero scettri o trofei, teste mozzata, frecce, piante ed altri emblemi.
Questa figura soprannaturale e' rappresentata generalmente in posizione eretta, di fronte, di profilo o in pieno volo.
Si stima che i primi insediamenti umani della Cultura Paracas siano apparsi perlomeno 5000 anni prima di Cristo. Una presenza cosi' precoce e stabile dell'uomo impressiona, se si considera che questo ambiente naturale di oasi e di deserto cambio' assai poco durante gli ultimi millenni.
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Approssimatamente dal 400 a.C. la penisola di Paracas inizio' a convertirsi in un'immensa necropoli: generazioni e generazioni di indigeni seppellirono i loro morti sotto la sabbia del deserto ed in questo modo si venne formando con il tempo un autentico “territorio di morti”.
Le strutture funerarie di questa epoca sono notevolmente profonde e possiedono la forma di bottiglia con una camera funeraria sotterranea capace di contere 30 o 40 mummie avvolte da un significativo numero di tele ricamate, alla quale si accede attraverso uno stretto pozzo allungato.
Per tale ragione questa tappa della storia locale e' denominata Paracas Cavernas. Centinaia di queste sepolture collettive sono state individuate da Tello durante gli anni venti, soprattutto lungo la zona del Cerro Colorado (Monte Colorato) vicino la quale si trova il museo del sito di Paracas.
Pero' all'incirca durante il 200 a. C. le consuetudini funerarie cambiarono in modo significativo: in questa nuova tappa, conosciuta dagli esperti con il nome di Paracas Necropolis, gli individui aggruppati venivano sepolti a poca profondita', sempre pero' con la forma di fardi funerari avvolti in preziosi tessuti e collocati l'uno accanto all'altro.
Dai cimiteri di questo tipo, come Wari Kayan e Cabeza Larga, provengono molti dei massimi esempi dell'arte tessile di questa straordinaria civilta'. Queste tele - prodotto del creativo lavoro con cotone, lana e tinte naturali - che avvolgevano i defunti costituiscono la punta piu' spettacolare della tecnica artistica e dell'estetica andine.
Lungo la sua complessa storia, la penisola di Paracas risulto' essere attraente anche per gli abitanti delle zone adiacenti: per esempio le ceramiche scoperte in alcune tombe collettive dell'epoca Paracas Necropolis, specialmente le piu'recenti, manifestano un'ispirazione che trae la sua origine nelle valli situate a nord di Pisco e di Chincha, zone della civilizzazione Topara'. |
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