• La coca in Medicina

    È al sopra menzionato prof. Mantegazza che si deve la parte principale nella storia medica della Coca: a lui è principalmente dovuto il posto distinto che ora ha la Coca in tutte le farmacopee. Essa ha un’azione naturale diretta o indiretta su quelle malattie che dipendono dalla digestione e dal sistema nervoso. Mantegazza riconosce nella Coca una sostanza produttrice di forza nervosa, al punto che, com’egli dice, ad un uomo che si trovasse in imminente pericolo per esaurimento nervoso, gli darebbe la tintura di Coca o una forte dose del suo estratto. Inoltre, può essere somministrata ai convalescenti di lunghe malattie che non potessero tollerare altri tonici.

    E riguardo alla digestione in nessun altro rimedio si accordano due azioni molto diverse: la facilita, la rianima, la riordina se alterata e nello stesso tempo attutisce la sensibilità della mucosa gastroenterica. Il caffé e il the che si prendono per facilitare la digestione spesso irritano lo stomaco, la Coca mai; ed è per questo che molti europei che si stabilirono in Perù sostituirono gradualmente l’abitudine al caffé con l’infusione di Coca; affinchè sia più delicata, vi si possono unire anche alcune foglie d’arancio.
    L’infusione di Coca venne usata per guarire i dolori colici, le diarree, ecc., Giova nei casi di debolezza generale, d’isterismo, d’ipocondriasi. L’azione è lenta ma profonda. Il Mantegazza enumera una serie di altre malattie nelle quali ritiene utile l’uso della Coca, pur ripetendo ad ogni tratto la sua efficacia per facilitare la digestione, e a tal proposito viene riportato per intero il seguente passo:

    “Ho consigliato la Coca ai vecchi, ai giovani, ai robusti e ai convalescenti, agl’indiani, ai neri e ai bianchi di molte nazioni, agl’ibridi di tutti i colori: l’ho usata in questo e nell’altro emisfero, in paesi al livello del mare e a migliaia di piedi d’altezza; non esito ad affermare che essa è superiore ne’ suoi poteri digestivi al the, al caffé e alle altre bevande calde meno note colle quali si chiude il pranzo”.

    Va precisato, a scanso di equivoci, che si fa sempre riferimento all’uso della foglia di coca (in Perù si può trovare anche sotto forma di farina – dal colore verdastro – prodotto dalle foglie macinate) e delle infusioni. Il Mantegazza stesso specifica che un uso prolungato o a forti dosi può modificare per sempre il sistema nervoso.

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