• Simboli Cittadini

    Come molte altre città in Perù e nel mondo, anche Cusco ha tre simboli stabiliti ufficialmente: la sua bandiera, il suo scudo, e il suo inno.

    Il momento in cui tali simboli vengono esibiti con maggiore orgoglio è la festa incaica annuale dell’ Inti Raymi (24 giugno), giornata in cui si celebra anche la festa della città.

    La bandiera di Cusco

    La bandiera attualmente utilizzata come simbolo cittadino e regionale ha profonde radici storiche. È la rappresentazione dell’arcobaleno ed è infatti composta da sette strisce orizzontali di uguali dimensioni, con i colori posti in questo ordine, dall’alto in basso: rosso, arancione, giallo, verde, celeste, blu, violetto.

    Secondo le cronache redatte dai conquistatori (Acosta, Garcilaso, Cobo…) l’impero incaico aveva uno stendardo ufficiale (unancha, in lingua quechua) al momento del loro arrivo (1533), usato come paramento militare. Ogni governante lo personalizzava con il proprio blasone e le proprie insegne.

    Durante il periodo coloniale l’uso di questa simbologia si perse, e fu restaurato solo dal movimento indipendista capeggiato da Tupac Amaru II nel 1790. Solo dopo l’indipendenza (anni venti dell’Ottocento) si diffuse in maniera non ufficiale l’uso di questa bandiera, mentre il riconoscimento ufficiale da parte delle autorità pubbliche avvenne nel 1978.

    nche alcune comunità andine iniziarono ad usarla come simbolo identificativo della loro identità, come “restaurazione” del Tawantinsuyo; parallelamente, ma senza alcuna correlazione fra questi fatti, nel 1979 viene lanciata in California una bandiera dai colori analoghi come riconoscimento del mondo gay.

    Questi due ultimi fatti hanno portato nel 2007 l’amministrazione comunale ad indire un forum per decidere insieme alla popolazione se affettuare dei cambiamenti alla bandiera cittadina, per evitare confusioni.

    Lo scudo di Cusco

    Fino ad una ventina d’anni fa, la città si fregiava di uno scudo risalente al periodo coloniale, concesso da Carlo V nel Cinquecento.

    Rivalutando le manifestazioni storiche e culturali del popolo andino, il 23 giugno 1986 l’Onorevole Consiglio Provinciale di Cusco, attraverso la Delibera Municipale n.63, ha stabilito di “Istituire come Scudo Ufficiale di Cusco il disco denominato “Placca di Echenique ” e “Proibire ogni rappresentazione araldica imposta dalla conquista come Scudo D’Armi di Cusco ”.

    Si è deciso che “risulta imperativo risaltare e rivalutare le autentiche espressioni e simboli dell’antico Perù, ancor più trattandosi della città di Cusco, Capitale naturale del Mondo Andino, dove la gloria passata ancora possiede testimonianze di grandezza”.

    Spiegazione dello scudo:

    la denominata Placca di Echenique, secondo il parere di illustri studiosi, ha potuto essere símbolo solare degli Hanan Qosco, calendario incaico identificato con la divinità felina e il dio Wiracocha; la rappresentazione del sole o chissà anche possa avere altre interpretazioni di carattere mistico e leggendario, relazionate con le culture Chanapata, Marcavalle (pre Inca) o Inca, essendo loro comune denominatore la loro ascendenza genuinamente cuschegna, di valore eccezionale, che si impone al tempo….”.

    Dalla stessa amministrazione furono convocati studiosi dell’arte e culture antiche del Perù per identificare una figura rappresentativa che unisse l’identità passata e presente del mondo andino. Si scelse come la migliore la Placca o Disco di Echenique, che possiede tale denominazione perchè, secondo Clemente Markham, fu dato in ossequio presso la città di Cusco, nel 1853, all’allora Presidente della Repubblica Generale Josè Rufino Echenique, da un discendente degli Incas il cui nome, purtroppo, si è perduto. Il disco attualmente si trova nel Museo Americano di New York.

    Si tratta di un pettorale d’oro di 125 mm. di diametro che possiede al centro una faccia di forma circolare con occhi ellittici, lacrimoni a forma di piccoli visi, bocca di felino e altri elementi simbolici come punti, triangoli eccetera.
    Si ritiene che tale simbologia fosse presente anche in un’analoga enorme placca in oro che si trovava nel Qoricancha, sottratta e fusa dai conquistatori spagnoli.

    Attualmente, tale simbolo è presente anche sulle banconote ufficiali peruviane come elemento di garanzia dell’autenticità.

    L’inno di Cusco

    Non è comune che una città abbia un proprio inno, ufficialmente riconosciuto; pochi popoli nel mondo possono esibire con profondo orgoglio tra i loro simboli un inno come quello di Cusco, con radici melodiche tanto autentiche e un testo cosi’ ispirato. Prodotto di un concorso convocato nel 1944, nell’epoca durante la quale si istituiva ”la Settimana di Cusco” e veniva fatto rivivere il suo fastoso Inti Raymi. I suoi versi sono del poeta Luis Nieto Miranda (Sicuani 1910) e la musica del maestro Roberto Ojeda Campana (Cusco 1895).

    Presenta una versione in lingua spagnola ed una in quechua, la lingua ancestrale parlata ancora da buona parte della popolazione della regione.

    Testo:

    Cusco, Cusco es tu nombre sagrado
    como el sol del inkario inmortal
    todo el mundo te lleva en el pecho
    como canto y bandera triunfal.
    Invencible bastión de tu raza,
    te saludan los pueblos de pie;
    y la patria que se honra en tu estirpe
    de coloca en la frente un laurel.

    Estrofas:
    Cusco eterno, tus áureas reliquias
    trabajaron orfebres del Sol.
    Tus hazañas tallaron los siglos
    y tu imagen la gloria esculpió
    Que se pongan de pie las naciones
    que disparen su canto de estrellas
    y que el mundo te rinda homenaje
    inclinando en tu honor su pendón.

    QOSQO YUPAYCHANAN TAKI (Quechua)

    QHOCHUNTIN:
    Qosqo, qosqo willkasqan sutiyki
    inkapachaq Tayta Intin hina
    teqsimuyun qhasqonpi apasunki
    haylli taki unanchanta hina.
    Mana llalliy sanaykiq pukaran,
    llaqtakunan much´aykusunki;
    Suyutaqmi aylluykiwan samisqa
    mat´iykiman pilluta churan.
    YARAYMA
    Wiñay Qosqo, Inti qorimanyankunan
    illaykikunata llanq´arqan.
    Hayllinkikunatan pacha llaqllarqan
    wankikitaqaq Kusi Pacha.
    Llapan suyukuna sayarichun,
    ch´aska takinkuta wach´ichispa
    llin pachataq yupaychasunkiku
    unanchanta k´umuykachispa.

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