• Chiese e Templi

    Questi sono, nell’ordine, i principali luoghi di interesse che potrete visitare durante il vostro soggiorno nella città imperiale: Cattedrale, chiesa di “San Blas”, Convento di “Santa Catalina”, chiesa e convento di “Santo Domingo”, “San Francisco”, “La Merced”, la chiesa della “Compañia de Jesús”, chiesa di “Belén”, chiesa di “san Sebastián”, Monastero di “Santa Teresa”, chiesa e convento di “Santa Clara”, chiesa e convento de “la Recoleta”, chiesa di “San Cristóbal”, Parrocchia di “Santa Ana”, chiesa di “San Pedro”.

    Cattedrale di Cusco 
    Indirizzo: Plaza de Armas
    Orari: 10.00 – 11.30 (lun-mar-mer-ven-sab); 14.00 – 17.30
    Biglietto d’ingresso: 16.00 soles (studenti: 8.00 soles) Non è compresa nel Biglietto Turistico.

    È uno dei monumenti principali della “Plaza de Armas” di Cusco, ed è stata costruita sopra le fondamenta di quello che è stato uno dei palazzi più importanti del periodo inka, fatto erigere dall’ottavo inca, Wiracocha. La base della costruzione è a forma di croce latina a tre navate più due bracci laterali, e comunica con due chiesette laterali. La sua costruzione è iniziata nel 1560, ed è stata terminata e consacrata nel 1668; a differenza della maggioranza degli edifici di Cusco, non è stata danneggiata in maniera seria dal terremoto del 1650.
    Come la cattedrale di Lima, riunisce elementi stilistici gotici, rinascimentali manieristici e barocchi. Viene completata da due solide torri laterali; le sue facciate laterali sono manieriste, mentre la facciata principale è realizzata in uno stile barocco molto sobrio e discreto.
    Presenta splendidi altari con stile sia rinascimentale che barocco e neoclassico, capolavori dell’artigianato cusquegno, così come il pulpito di legno intagliato e la cantoria del coro. Inoltre, si può apprezzare anche una collezione di tele della scuola cusquegna, che annovera dipinti di Diego Quispe Tito, Basilio Santa Cruz Pumacallo, Basilio Pacheco e Marcos Zapata, creatore di una singolare “Ultima Cena”, nella quale il piatto principale è costituito dal “porcellino d’India” (cuy) arrosto!
    Gli abitanti di Cusco sono inoltre molto devoti al “Señor de los Temblores”, grande crocifisso ligneo presente in una cappella laterale e ritenuto miracoloso.

    Chiesa di San Biagio
    Indirizzo: Plazoleta de san Blas
    Orari: 10.00 – 11.30 (lun-mar-mer-ven-dom); 14.00 – 17.00 (domenica)
    Biglietto d’ingresso: 10.00 soles (studenti: 5.00 soles)

    Si trova al centro del quartiere caratteristico di San Blas ed è stata una delle prime parrocchie istituite dal vicerè Toledo; la prima costruzione del XVI sec. è stata distrutta dal terremoto del 1650, mentre la chiesa attuale è una costruzione semplice a croce latina e una facciata molto sobria con le caratteristiche dello stile “plateresco”. Il tesoro principale di questa chiesa è rappresentato dalla sua notevole collezione di dipinti e dal pulpito barocco, realizzato con un unico tronco di cedro e considerato come il principale capolavoro in legno intagliato realizzato nell’America coloniale. Quest’opera risale agli ultimi decenni del Seicento e viene attribuito a Juan Tomas Tuyru Tupac.
    Le nicchie dorate dell’altare maggiore sono in stile barocco.

    Convento di Santa Caterina
    Indirizzo: Santa Catalina Angosta s/n
    Orari: da sabato a giovedì: 9.00 – 17.30; venerdì: 8.00 – 16.00
    Biglietto d’ingresso: compreso nel “biglietto turistico”

    Il monastero fu fondato da doña Lucia Isabel Rivera de Padilla nel 1601, dopo che l’eruzione del vulcano Wayna Putina aveva distrutto il monastero da lei fondato ad Arequipa. Ma non ebbe maggior fortuna: il terremoto del 1650 rase al suolo anche questo secondo tentativo! Chiesa e monastero furono però ricostruiti in solo quattro anni.
    La chiesa è stata edificata sul terreno dell’ “Aclla Wasi”, o “Casa delle vergini del Sole”; custodisce dei begli altari barocchi ed un magnifico pulpito. Gli altari sono opera dei maestri Pietro da Oquendo e Diego Martinez di Oviedo (entrambi del secolo XVII). I dipinti portano la firma di Juan Espinoza de los Monteros e Lorenzo Sanchez de Medina negli ultimi anni del XVII secolo.
    Da visitare, il magnifico museo e il laboratorio/negozio delle religiose, dove vengono preparati dei deliziosi dolci a base di marzapane e mandorle.

    Chiesa e convento di Santo Domingo / Koricancha
    Indirizzo: Incrocio tra Av. El Sol e calle Santo Domingo
    Orari: da lunedì a sabato 8.30 – 17.30, domenica e festivi: 14.00 – 17.00
    Biglietto d’ingresso: 6.00 soles (studenti: 3.00 soles)

    L’”Inti Kancha” era il tempio principale delle popolazioni preincaiche prima, ed incaiche dopo, ed era inizialmente dedicato alle divinità legate all’agricoltura. L’intero perimetro cerimoniale prendeva il nome di Qoricancha, o “recinto d’oro”. Gli spagnoli lo trasformarono in chiesa cattolica dedicata a San Domenico, mantenendone però parte della struttura architettonica preesistente; così il tempio è diventato l’immagine simbolica della fusione tra le culture inca e spagnola, ma anche della distruzione da parte dei conquistatori stessi dell’inestimabile patrimonio monumentale edificato dalle popolazioni andine.
    La chiesa attuale ha tre navate e una pianta a forma di croce greca; la facciata presenta gli elementi caratteristici dello stile “plateresco”, mentre la torre campanaria è tipicamente barocca.
    Secondo quanto riferiscono le cronache dei conquistatori, il Qoricancha, principale tempio della cultura inca consacrato al culto del dio Sole, presentava le pareti interamente ricoperte da lamine d’oro.

    Chiesa di San Francesco
    Indirizzo: Plazola de San Francisco
    Orari: da lun. a ven. 9.00 – 16.00;
    Biglietto d’ingresso: 3,00 soles

    Fondata dai Padri Francescani nell’anno 1645 e conclusa dopo il sisma del 1650, ha la pianta a forma di croce latina e presenta tre navate ed un’unica alta torre quadrata, come sempre quando si tratta di una chiesa dedicata ad un santo. Lo stile architettonico richiama lo stile spagnolo antico.
    All’interno del convento si trovano una tela sulla genealogia dell’ordine francescano, le cui misure sono imponenti: 12 metri per 9, realizzato da Juan Espinoza de los Monteros, e diverse altre opere degne di rilievo.

    Chiesa della Mercede
    Indirizzo: Plazoleta Espinar
    Orari: 8.00 – 12.30; 14.00 – 17.30
    Biglietto d’ingresso: 5 soles

    La sua edificazione era anteriore al sisma del 1650, ma i danni subiti in occasione di quel terremoto sono stati ingentissimi, ed ha dovuto essere ricostruita in un periodo di 15-20 anni, nella struttura che si può apprezzare anche ai nostri giorni. Presenta tre navate, una pianta a forma di croce greca e facciate manieriste che contrastano con l’esuberante stile barocco della sua torre campanaria. Meritano una menzione particolare i sedili del coro in stile plateresco ed alcune  tele ad olio, tra cui la più interessante è sicuramente il “San Laureano” di Basilio Santa Cruz Pumacallo (XVII secolo).
    Custodisce i resti di Diego de Almagro “el viejo”, uno dei conquistatori spagnoli giunti nelle Americhe al seguito di Francisco Pizarro e considerato ufficiamente lo scopritore del Cile, insieme a quelli di suo figlio “meticcio”, Diego de Almagro “el Mozo”.
    In precedenza vantava anche quattro chiostri conventuali, mentre attualmente ne esistono solo due, uno dei quali è stato trasformato nel “Colegio de La Merced”. Nel chiostro, si possono apprezzare frammenti dell’antica pittura murale della chiesa, con soggetti ispirati alla vita di Don Pedro de Nolasco, fondatore dell’ordine mercedaria. Inoltre, vi si possono trovare pregevoli dipinti tra i quali una “Coronación de la Virgen”, realizzata da Bernardo Bitti;, una “Sagrada Familia” attribuita a Rubens, un’altra “Coronación de la Virgen” e una piccola “Sagrada Familia” attribuite a Diego Quispe T’ito.
    Il tesoro di maggior pregio della collezione museale della chiesa è sicuramente la famosa “Custodia de la Merced”, custodia decorativa che pesa 22 kili, realizzata nel XVII secolo in oro 24 karati e tempestato di 1518 diamanti, 615 pietre preziose, (rubini, topazi, smeraldi, un’ametista) ed una grande perla a forma di sirena, considerata come la seconda più grande del mondo.

    Chiesa dei Gesuiti

    È uno dei principali monumenti del barocco andino, ed è stato edificato sopra il palazzo dell’Inka Huayna Capac. Nel periodo incaico, infatti, la piazza principale (poi trasformata dagli Spagnoli in “Plaza de Armas”) era circondata da edifici e palazzi di pregevole fattura.
    I Gesuiti arrivarono a Cusco nel 1568 e costruirono inizialmente una cappella per gli “indios”, dedicata a “Nuestra Señora de Loreto”, edificando poi una chiesa vera e propria.  Anche in questo caso, la costruzione precedente al sisma del 1650 fu distrutta completamente e la chiesa attuale risale al 1671. La sua collocazione e l’opulenza ostentata, in grado di offuscare il prestigio della Cattedrale, hanno dato luogo in passato a forti dispute tra i gesuiti e il clero locale. Con il passare degli anni, infatti, i religiosi diventarono sempre più materialisti ed iniziarono ad accumulare una quantità incredibile di ricchezze, motivo per cui il re spagnolo Carlo III ne dispose l’espulsione dalle Americhe e la confisca di tutti i beni.

    Presenta la facciata più bella ed armonica tra le chiese della città, una sola navata che conduce all’altare maggiore, realizzato in stile ibrido in cedro e completamente dorato, così come il pulpito ed una parte degli altari laterali.
    Ai lati dell’entrata, si possono apprezzare due tele di rilevante valore storico: nella parete nord viene rappresentato il matrimonio del capitano spagnolo Martin Garcia Oñas de Loyola, nipote del fondatore dell’ordine Ignazio da Loyola, con doña Clara Beatriz Qoya, nipote meticcia di Tupac Amaru. Il matrimonio della figlia nata da questa unione viene rappresentato nell’altro lato della tela; l’importanza risiede nella presenza, in questo dipinto, degli Inka Tupac Amaru e Sayri Tupac, della principessa Clara Beatriz con vestiti tipici e dietro di lei un nativo che sostiene una “achiva”, specie di ombrellone fatto con piume multicolori di volatili, esclusivo privilegio del sovrano.

    Chiesa di Betlemme

    Si trova in uno dei quartieri incaici nella parte occidentale di Cusco, chiamato Ch’akillchaka. Come molti altri edifici, fu gravemente danneggiato dal terremoto del 1650.

    La statua della patrona della chiesa, la Vergine di Betlemme, fu donata dalla Spagna, ed è una delle più ricche di gioielli e di decorazioni.

    Chiesa di San Sebastian

    Inizialmente era dedicata a San Lazaro, ma dopo il terremoto del 1650 fu ricostruita e dedicata a San Sebastián, dando il nome al quartiere circostante, ubicato a 5 kilometri circa dal centro di Cusco. La chiesa è stata costruita al centro di quello che doveva essere stato un centro urbano molto importante in epoca incaica, e che ora costituisce un enigmatico complesso archeologico.

    La chiesa è a tre navate, con pianta a croce latina; l’altare maggiore è in stile barocco.

    Monastero di Santa Teresa

    Appartiene alla congregazione delle “Carmelitane scalze”, e si trova a poca distanza dalla Plaza de Armas, quindi può essere una destinazione ideale per una passeggiata nel centro storico. È stata conclusa nel 1676 e i quadri che vi sono conservati rappresentano la vita di santa Teresa.

    Chiesa di Santa Clara

    Anche questa può costituire una tappa per una piacevole passeggiata in centro, grazie alla sua collocazione centrale. È a pianta rettangolare e a navata unica, con all’interno un curioso gioco di specchi; la sua prima fondazione risale al 1551.

    Convento de la Recoleta

    Costruita nel 1599 nel quartiere incaico di Munaysenca, nella parte orientale della città di Cusco; chiesa di una sola navata la cui principale attrazione turistica è la scultura del “Cristo pobre”, opera dell’artista Natalicio Delgado.

    Chiesa di San Cristoforo
    Indirizzo: Nel quartiere inka di Oolquanpata, lungo la strada per Saqsayhuaman
    Orari: ingresso permesso prima e dopo le funzioni religiose.
    La sua costruzione iniziò nel 1673 sopra il palazzo di Manco Capac, come chiesa dedicata alle funzioni religiose per gli “indios”: solo la torre campanaria, infatti, è in pietra, tutto il resto è stato costruito in adobe.

    Se ne raccomanda una visita, perchè è collocata in una posizione panoramica e a fianco si trova un belvedere da cui si può ammirare il rilassante paesaggio formato dai tetti in tegola e il cui centro visivo è occupato dalla Plaza de Armas con i suoi edifici.

    Chiesa di San Pietro
    Si trova di fronte al mercato di San Pedro, dalle parti della stazione ferroviaria. La sua fondazione originaria risale al 1556; l’interno è caratterizzato da una sobria eleganza. La chiesa custodisce molte importanti opere d’arte come pitture, sculture, statue ed oggetti sacri bagnati in oro e presenta un interessante pulpito, intagliato dallo stesso architetto costruttore e “maestro” locale, Juan Tomas Tuyru Tupac.

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