• Festa del Coylluriti

    La festa coincide con il giorno della Santissima Trinità, quando più di 10.000 pellegrini in uno sventolio di bandiere peruviane e del Tahuantinsuyo superano il limite delle nevi perenni, come testimonianza di devozione. I fedeli affrontano temperature minime di -4 gradi, si accampano a 5.000 metri di altitudine e nella cerimonia principale danno luogo ad una processione con spettacolari fuochi artificiali, ed al simbolico mercato delle “Alacitas”.Dove si svolge?
    La festa del “Signore di Coylluriti” ha luogo la prima settimana di maggio, nel santuario di Sinakara, comune di Ocongate, provincia di Quispicanchis. La cerimonia principale si realizza ai piedi del ghiacciaio Ausangate, a 4.700 m. slm

    Descrizione delle celebrazioni
    Gli abitanti della zona di Ocongate realizzano un rito il cui simbolo esterno è il cristianissimo crocifisso, ma la cui finalità di fondo in realtà è ribadire l’integrazione dell’uomo con la natura.
    Il rituale, associato alla fertilità della terra e all’adorazione degli Apus (divinità tutelari associate alle montagne), rappresenta una delle più grandi  feste delle nazioni indigene d’America. Il rituale consiste in una peregrinazione di pastori, commercianti, fedeli di varie origini e sempilci curiosi che si riuniscono nel santuario di Sinakara.
    Secondo una credenza popolare, “Gesù Bambino”, vestito da pastorello, apparve ad un bimbo indigeno, Marianito Mayta, e i due diventarono amici. Quando i genitori li ritrovarono vestiti di bei paramenti, avvertirono il parroco del posto. Quando arrivò sul posto, il bambino morì immediatamente e l’immagine del “Signore di Qoyllur Rit’i” rimase impressa sulla roccia.

    La festa comincia il giorno della Santissima Trinita, 58 giorni dopo Pasqua e coincide anche con l’importante festa cattolica del “Corpus Domini”. Si parte di mattina presto, e in quattro ore di camminata lenta si percorrono gli otto chilometri che separano il villaggio di Mahuayani dalle nevi del Qolqepuncu, vicino al massiccio dell’Ausangate e circondati da imponenti Apu. Nella cerimonia principale, c’è l’accompagnamento di diversi ballerini (chauchos, qollas, pabluchas o ukukus) che simboleggiano diversi personaggi mitici. Gli Ukukus, metà orsi e metà uomini, sono i guardiani del Signore, così come degli Apu e delle Apachetas: piccole torri di pietra che i pellegrini formano durante il cammino, lascandosi simbolicamente alle spalle i propri peccati. A loro è affidata anche la disciplina dei rituali liturgici. Un gruppo di forti Queros, considerati tra le più pure comunità esistenti in Perù, partono per la cima della montagna (6362 m) travestiti da “pabluchas”, per raggiungere la stella delle nevi che si trova all’interno della montagna.

    Al ritorno verso le loro comunità, questi incredibili Queros porteranno sulle proprie spalle grandi blocchi di ghiaccio per annaffiare simbolicamente le loro terre con le acque provenienti dalla Sacra montagna Ausangate.

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