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PUERTO MALDONADO - PERU

   
 

   

Puerto Maldonado : si trova al sud-est del territorio nazionale tra le provincie di Tambopata, Manu e Tahuamanu. La capitale departamentale E P. Maldonado. Clima: di tipo tropicale e molto umido, con una temperatura massima di 34 gradi e una minima di 16.6. Produzione: principalmente legno, gomma e castagna.

Storia: nasconde ancora un passato ancora tutto da scoprire; la cultura della zona con circa 4000 anni di storia; si crede che gli abitanti siano giunti da Oronico Venezuela, discendenti dei Ashanincas e Amueshas. Sappiamo che gli Inca chiamarono la regione al nord-est di Cusco Antisuyo, zone nella quale mantenevano relazioni con le tribù dei Machinguengas, Piros Mashocos e Huarayos.

Gli Incas non riuscirono per completo a conquistare il territorio, dovuto ai pericoli della selva e la forma di vita adattata alle condizioni climatiche e geologiche avverse a chi non nasce in queste zone.

Durante la colonia una forte resistenza ai conquistatori, alcune tribù come i Huarakembuses prefiereno nascondersi nel profondo della foresta e continuare la loro vita nella semplice attività di caccia e pesca. La leggendari del Paititi, una città piena di oro e minerali preziosi. la leggenda convinse molti spagnoli ad'avventurarsi nella intricata selva, ricordiamo Pedro de Candi " 1538" e poi Pedro Anzures, inviato da Hernando Pizarro e Diego aleman " 1564" Juan Alvarez de Maldonado"1566" però solo trovarono pericoli, pioggie torrenziali, caldo e malattie.

I missionari per loro conto fecero un duro lavoro cercando di far entrare la religione cattolica cristiana nella zona, molti missionari, tra cui italiani si rinchiusero nelle foresta per decenni prendendo contatto in modo graduale con le popolazioni locali. La epoca republicana, Madre de Dios, ancora scarseggiava il numero di abitanti; i nuovi arrivati si dedicavano alla coltivazione di foglie di coca e ricerca dell'oro nei fiumi della zona, particolarmente nelle zone di Paucartambo, Pìnipin' e Pantiacolla.

Dal 1852 inizia la eslorazione del missionario italiano Bovo de Revello, arrivando fino al Pongo de Coñec in madre de Dios, cercando di fare amicizia con gli abitanti locali lungo i percorsi e suoi incontri.

Tra il 1867 e il 1989, Bolivia cede il territorio peruviaano al Brasile, generando una lunga guerra durata 30 anni; questo perche il Brasile" con la forza" pretendeva anche i territori della zona di Purus e Yarua. Il peru considerò impossibile difendere militarmente la regione, quindi mediante il trattato Velarde Rio Branco del 1909 perde la provincia di Acre.. Finalmente nel 1912 si crea il departamento di Madre de Dios, definendo le frontiere con Brasile.  

Attrattivi Turistici : la sua straordinaria bellezza della flora e fauna, fanno di madre de Dios un posto da conoscere. Il turismo attuale si orienta principalmente verso la selva, percorrendo in imbarcazioni fluviali che  navigano anche per 7 ore consecutive per raggiungere le mete più attrattive. Dal fiume madre de Dios si può raggiungere la fantastica zona del Manu, con una estensione di oltre un milione di kmq; rifugio di speci genetiche tra le più importanti del mondo, considerato dagli esperti il più grande habitat di piante e animali...in via de estinzione: come l'orso andino, caimano negro, lupo di fiume, cervo del pantano e lì'aquila arpia. Il parco nazionale di Bahuaja - Someme, creata nella zona Tambopata - Candamo. altra paradisiaca zona, da cui si accede navigando controcorrente nel fiume Tambopata, qui si conserva una flora e fauna tra le più straordinarie del pianeta. La comunità nativa De Infiernos, a circa 3 ore da P. Maldonado, si possono conoscere i nativi della zona presi anche loro in un progetto turistico legato ad'una impresa . La Collca, una zona dove si radunano centinaia e centinaia di pappagalli che si alimentano ogni giorno di una quantità di sali e minerali a loro indispensabile e mangiando la terra della sponda del fiume. Il lago Sandoval a circa 40 minuti da P. Maldonado; bellissimo, da navigare le sue tranquille acque in canoa. Il lago Valencia, verso la Bolivia, ideale per la pesca sportiva, in particolare del paiche " il pesce d'acqua dolce più grande del mondo".

Feste Principali : Carnevale in febbraio, festa della Santa Cruz il 03 maggio. festa di San Juan il 24 giugno, festa di San Pedro e Pablo dal 25 al 29 giugno. Settimana turistica in luglio, feria agropecuaria e artigianale in Tambopata dal 26 al 30 luglio. Anniversario di P. Maldonado il 26 dicembre.

Trasporto: a soli 30 minuti di volo da Cusco.

Gastronomia: Piatti tipici della zona con ingedienti unici, si può provare il Tacacho con cecina, el juane de gallina, il pesce asado en hoja, l'insalata di chonta, il muchanque...tutto naturale e squisito.

PROTEGGIAMO LA NOSTRA NATURA

RISERVA NAZIONALE MANU

Il Perú é stato definito come un immenso museo all'aperto. Nessuna parte si adatta meglio alla definizione che il Parco nazionale Manu, la grande riserva naturale amazzonica sulla sponda orientale delle Ande. Manu possiede la più grande ricchezza biologica del mondo con centinaia di specie di uccelli (800 specie conosciute), scimmie, felini, serpenti e pesci, ed una stupefacente varietá di piante e fiori.

La varietá biologica del Manu é tale che gli scientifici hanno appena incominciato a scoprirla e classificarla. In un solo ettaro di terreno si sono trovati più di 250 specie di alberi!

Riconosciuto dall'Unesco come "Patrimonio naturale dell'umanítá" e "Riserva di biosfera", il Manu é un campione di selva vergine lontano della "civiltá".

Nel labirinto di fiumi e "cochas" (lagune), A viaggiatore scopre un mondo ogni momento più sorprendente ed affascinante, in cui -diversamente da altre zone della selva dove c'é stata la caccia- si osserva che molti animali non hanno paura della presenza dell'uomo.

Il viaggio che dal Cusco porta al Manu é bellissimo, passa sulle cime delle Ande -dove dall'osservatorio di Tres Cruces si può godere l'alba sulla selva- e scendendo si possono scoprire i vari piani. ecologici fino alla grande pianura amazzonica. Si entra al parco nazionale rimontando la corrente del fiume Manu per riposare finalmente in un villaggio turistico o campeggiare su una delle sponde del fiume.

Oltre al Manu, si possono visitare altre zone naturali della selva sud, come la zona riservata Tambopata-Candamo, di recente creazione, vicino alla città di Puerto Maldonado.

Come arrivare: Partenza dal Cusco (vedi Machu Picchu). Trasporto turistico noleggiato in Atalaya (8 ore) o Shintuya (11 ore), indi in motoscafo fino a Boca Manu (8 ore) e Parco Manu (altre 8 ore).

Trasporto aereo noleggiato dal Cusco a Boca Manu. Non vi sono mezzi pubblici di traspoto.

Alloggiamento: Villaggi turistici nella riserva del parco. Alloggio basico in Boca Manu. Pilcopata e Salvación sulla strada del Cusco. Campeggi in riva al fiume. Albergo nella riserva di Tambopata Candamo.

Attivitá: Turismo ecologico, osservazione della flora e fauna.

Servizi turistici: Mezzi di trasporto (terrestre, fluviale , aereo), servizio completo per campeggiare, tours guidati da naturisti.

Soggiorno minimo: 8 giorni (andata e ritorno dal Cusco) via terra e fiume, 4 giorni con volo per Boca Manu.

Requisiti speciali: Il regolamento del Parco Nazionale e rigoroso per proteggere flora e fauna, le attività turistiche sono sorvegliate. Bisogna ricordare che Manu si trova nella selva amazzonica, le condizioni possono essere difficili (caldo, pioggia, insetti). Bisogna essere preparati.

Altitudine: 300 mt. nella zona principale del parco viaggiando per strada si sale fino a 4000 mt.

Stagione/Clima: Da maggio a ottobre. Di giorno calodo forte, notti.

Pancho sorride beato mentre os­serva le rive silenziose del Rio Tambopata. Seduto a poppa tra caschi di banane, casse di ver­dura, uova incartate e sacchi di patate, racconta le sue storie di fiume e foresta. «Dovreste provare l'infuso di ayaguasca, la bevanda preferita dalla gente della giungla», esordisce Pancho strizzando l'oc­chio a Carlos, il timoniere che fatica non poco a dirigere la lancia controcorrente tra gorghi im­provvisi e tronchi semisommersi.
«Questo té si estrae da una liana con proprietá allucinogene. Una pianta che qui viene consi­derata magica e che viene usata dagli sciamani indio per cadere in trance e comunicare con gli spiriti della natura. lo e i miei compari, guando vent'anni fa andavamo a caccia nella foresta, alla sera bevevamo sempre questa tisana rilassante, che ci faceva dimenticare ansie e fretta» continua serafico, battendo una pacca sulle spalle di un ra­gazzo americano che non stacca gli occhi dal suo binocolo da birdwatcher.
Pancho é il cuoco dell'Explorer's Inn, il lodge dove si soggiorna guando si visita il Parco naturale del Rio Tambopata-Candamo, in piena Amazzonia. É questa la prima tappa di un viaggio alla scoperta del cuore naturalistico del Perú, lontano dai Iuoghi storici e piú conosciuti dal turismo internazionale come Machu Picchu, Cusco e Lima. Un itinerario inedito che si snoda tra i suoi parchi e le sue ri­serve. Questo paese vanta infatti 84 ecosistemi differenti tra i 104 classificati suli'intero pianeta. Foreste primarie, altopiani, deserti costieri, steppe andine, savane, distese di dune, isole semiantarti­che, fiumi, laghi e giungle tropicali sono un tesoro ancora tutto da scoprire.

II cacciatore di giaguari

Pancho, prima di diventare il cuoco dell'Explo­rer's Inn, era un avventuriero, un cacciatore di gia­guari e cercatore d'oro. Nato a Lima 75 anni fa, ha 16 figli sparsi tra la capitale e le Ande, ed é un for­midabile narratore. Le sei ore di acqua bruna che separano il lodge dalla Colpa de los Gua­camayos, dove yerre montato il campo serale, volano tra le sue chiacchiere e gli avvistamenti di animan che appaiono a fatica tra gli alberi fitti. Ca­pibara, tapiri, scimmie, pappagalli, aironi e aquile spuntano a ogni ansa del fiume.
Puerto Maldonado, cittadina di 40 mila anime alla confluenza del Rio Tambopata e del Madre de Dios, si trova ormai alíe nostre spalle da due giorni. Solo qualche grappolo di capanne sparse tra i banchi sabbiosi e la giungla rivela ogni tanto gli abitanti del fiume, i discendenti dei Tacana, un'antica etnia di agricoltori e cacciatori-raccoglitori che abitano la Bolivia amazzonica al confine con il Perú. Un filo di fumo, qualche campo coltivato, un bananeto, una piantagione di manghi e poco astro.
Per il resto, solamente qualche lancia carica di frutta o di taniche di combustibile incrocia la prua dell'Anaconda, la nostra lunga barca di legno blu e gialla che naviga verso sudest.
Solitudini inevitabili, visto che la riserva di Can­damo é una delle aree meno popolate e meno conosciute di tu'tta l'Amazzonia. Venne istituita nel 1990 per riorganizzare lo sviluppo agricolo della zona e per proteggere grandi porzioni di fo­resta primaria. Oggi tra i fiumi Malinowski, Madre de Dios, La Torre, Las Piedras e alcuni corsi d'ac­qua stagionali si possono organizzare lunghi itine­rari nella foresta per studiare e osservare la flora e la fauna del parco, ricchissime.

La parete dei pappagalli

Uno dei luoghi piú belli a Candamo é la Colpa de los Guacamayos (la parete dei pappagalli), una scarpata di argilla alta dieci metri e lunga cen­to diventata il luogo di ritrovo di centinaia di pappagalli. Arrivano dai nidi piú lontani per mangiare i sali minerali contenuti in questa terra e riequilibra­re cosi il loro sistema digestivo. Ma piú a ovest si intravedono giá le prime montagne della Cordille­ra. Sarebbe magnifico continuare in barca fino al-le valli profonde della Sierra. Ma ci vorrebbero giorni e giorni solo per esplorare i bracci late­rali del fiume, per aprire qualche sentiero nella foresta e per tentare di avvistare gli ocelot o i giaguari...

II viaggio continua invece con un breve volo ae­reo: ci si allontana dalle atmosfere tropicali e in meno di mezz'ora si arriva al 3339 metri di Cu­sco bucando le nuvole andine. L'impatto, dopo il clima equatoriale dell'Amazzonia, é brusco. L'al­titudine, l'aria secca e frizzante profumata di oleandri fanno girare la testa. Per rimettersi in sesto fisicamente, merita una sosta almeno per una notte il magnifico Hotel Monasterio del Cu­sco. Convento secentesco trasformato in un albergo a cinque stelle, é infatti un'oasi di silen­zio, relax e lusso che aiuta a superare i disagi del­l'altitudine. Nel cuore della cittá vecchia, nel quar­tiere di San Blas, é una base perfetta per le escur­sioni nei dintorni di Cusco. Dalle rovine di Sac­sayhuaman (che si troyano sulle colline) fino a Machu Picchu. Dal Monasterio si arriva comoda­mente a piedi anche ai locali e ai ristoranti che cir­condano la Piazza d'Armi.

   
 

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Realizado por: Willard Tamay G. y Michele Mosca Hecho en Chiclayo-Pimentel - Perú - ACTUALIZADO: 16-Gennaio-2008 10:41 am