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Notizie storiche sul Peru'

   
 

   
   

Scoperta dell'America, conquista e realizzazione dell'impero coloniale

 
 
 

Uno degli episodi piu' significativi della storia del regno di Spagna , fu la scoperta dell'America (12 ottobre 1492), da parte di un esploratore di origine italiana, al servizio dei sovrani cattolici Ferdinando di Aragona e Isabella di Castiglia : Cristoforo Colombo . A quell'epoca il regno unificato di Spagna possedeva una formidabile forza militare, una fiorente economia, una grande esperienza navale e un significativo potenziale scientifico e tecnologico.

Rispetto l'origine di Cristoforo Colombo si e' speculato molto, pero' l'ipotesi piu' probabile e' che sia nato nella citta' di Genova, Italia. Figlio di due umili artigiani tessitori, Domenico Colombo e Susanna Fontanarrosa, lavoro' fin da giovanissimo come mozzo di bordo sulle grandi navi commerciali che percorrevano tutto il Mediterraneo Sembra anche che abbia partecipato ad alcune imprese militari. Nel 1447 si trasferi' a Lisbona, dove si sposo' con Felipa Muñiz de Perestrello, pero' alla morte di sua moglie, nel 1484, decise di trasferirsi con il figlio Diego in Spagna.

Nel 1486, i sovrani cattolici lo ricevettero per la prima volta presso la corte di Madrid, pero'Colombo non fu in grado di convincerli a finanziare i suoi progetti di traversata oceanica in direzione ovest. Nel 1488, mentre insisteva per ottenere l'aiuto dei monarchi, conobbe Beatriz Enriquez de Arana, che gli diede un figlio, Fernanando. Dopo numerosi sforzi e grazie all'intercessione di un monaco, Juan Perez, molto influente a corte, ottenne la fiducia e l'aiuto economico tanto sperati.

Il 17 aprile del 1492 gli concessero il titolo di Ammiraglio della spedizione, Vicere dei futuri territori conquistati e gli promisero come ricompensa, il 10% delle ricchezze che avrebbe portato con se'al ritorno.

In questo modo si realizzo' una delle piu' strordinarie imprese nella storia dell'Umanita': la scoperta di nuovo continente, l'incontro di due culture e di due mondi che fino ad allora si erano reciprocamente ignorati. Tale prima spedizione arrivo' fino ad una isola dell'arcipelago delle Bahamas, nonostante Colombo fosse ragionevolmente certo che quella terra appartenesse al continente asiatico e non ad uno completamente sconosciuto agli Europei e che anni piu' tardi, avrebbe assunto il nome di America (in onore, come e' noto, di un altro grande esploratore italiano: Amerigo Vespucci ).

Primo viaggio
In questa occasione Colombo parti'dalla costa portoghese e piu' precisamente dal porto di Palos, in data 3 agosto 1497. La flotta era composta da tre imbarcazioni (caravelle): la Santa Maria, comandata dallo stesso Colombo , la Pinta agli ordini di Martin Alonso Pinzon e la Niña il cui comandante fu Vicente Yañez Pinzon.

Erano cento venti uomini in tutto.
Il 12 ottobre, poco meno di due mesi e mezzo piu' tardi, un marinaio che stava in osservazione, vide una costa ricca di vegetazione e grido': ”Terra!...”.

Barcarono su di un'isola che gli indigeni chiamavano Guanahani', in seguito ribattezzata San Salvador e su altre ancora (le odierne Haiti e Cuba).

Al ritorno Colombo ricevette onori e riconoscimenti e a partire da allora, altre tre volte viaggio' fino al Nuovo Continente, senza pero' ottenere il medesimo successo della prima impresa.

Secondo viaggio
Il 25 settembre del 1493, Colombo salpo' dal porto di Cadiz con 17 navi e piu' di 1.500 uomini. Questa volta scopri' le isole di Santo Domingo, Puerto Rico ed altre dell'arcipelago delle Antille. Alla fine di novembre, ritornando a La Española (Haiti) incontro' distrutto il presidio Navidad che aveva lasciato e ne fondo' un altro, battezzandolo Isabela. La mancanza di viveri, l'ostilita' degli indigeni e l'infuriare tra i suoi uomini delle malattie tropicali, lo indussero a tornare prematuramente in Spagna.

Terzo viaggio
Durante l'anno 1498, parti' con otto navidal porto di San Lucan de Barrameda ed esploro' l'isola Trinidad, il golfo di Paria e la isola di Margarita. Arrivo' fino alle foci del fiume Orinoco, ma venuto a sapere di una sollevazione nata a Santo Domingo contro di lui, fece di tutto per riprendere il controllo della situazione, ma invano.

I suoi detrattori presso la corte spagnola fecero in modo idi convincere i sovrani affinche' lo destituissero dalla carica di Vicere. Colombo fu raggiunto in America da emissari del re e della regina , fatto prigioniero ed inviato di ritorno in Spagna. Isabella e ferdinando ordinarono la sua scarcerazione ,ma non vollero pero' restituirgli la sua carica.

Quarto ed ultimo viaggio
L'11 maggio 1502, Colomco parti' da Cadiz con 4 navi e 150 uomini circa. Durante le sue esplorazioni, arrivo' alle coste dell'Honduras, del Guatemala e del Nicaragua. Soffri' pure un naufragio dal quale riusci' roccambolescamente a salvarsi. Il 7 novembre del 1504, arrivo' di ritorno al porto di San Lucar de Barrameda.

Dimenticato, solo ed ormai anziano, muore presso Valladolid, il 20 maggio del 1506.

Nel 1544 le sue ceneri furono trasferite a Santo Domingo en el 1796 a l'Avana, nella cui cattedrale riposano.

Le imprese dei conquistatori
In seguito alla scoperta dell'America, moltissimi furono gli spagnoli che solcarono l'oceano Atlantico per raggiungerla, dato che ai loro occhi essa appariva come una fonte inesauribile di fama e ricchezza. Uomini senza scrupoli come Francisco Pizarro, Diego de Almagro , Pedro de Valdivia ed altri vedevano infatti nelle terre scoperte da Cristoforo Colombo la possibilita' di convertirsi in nobili e ricchi signori Questi viaggi erano organizzati e finanziati dagli stessi avventurieri che apportavano per intero i capitali necessari per realizzarli. La partecipazione dello stato si limitava a rilasciare le licenze ed i permessi necessari attraverso la cosiddetta Capitolazione, cioe' una specie di contratto che fissava le condizioni e le ricompense per coloro che partecipavano all'impresa. Di varia natura erano le ragioni che spingevano questi uomini ad attraversare l'oceano: prestare un utile servizio alla corona, evangelizzare le popolazioni native, ma soprattutto, come gia' spiegato, lo smodato desiderio di conseguire onori e ricchezze. E questa ricerca di favolosi guadagni fu troppo spesso la causa dei gravi maltrattamenti ai quali quasi sistematicamente furono condannati gli indigeni. Il contatto tra questi ultimi ed i conquistatori provoco' un tremendo decrescimento demografico delle popolazioni assoggettate. Le durissime condizioni di sfruttamento della manodopera india e la propagazione di inesorabili malattie, fino ad ora sconosciute in America, furono senza dubbio i motivi principali di tale decimazione.

Da parte sua, la corona spagnola cerco' in qualche modo di dimostrare preoccupazione per la sorte dei suoi sudditi nativi d'oltre oceano, ma i conquistatori furono sempre sordi agli ammonimenti che partivano dalla corte.

La conquista del Peru'
Diego de Almagro arrivo' in America nel 1514, come membro di una spedizione che, al comando di Pedro Arias de Avila, aveva conquistato Panama' . Proprio qui nel 1524 conobbe Francisco Pizarro con il quale stipulo' una societa'per la realizzazione di una serie di progetti, tra i quali la conquista del Peru', dove arrivarono nel 1532. Nella realizzazione di questa impresa partecipo' pure un clerico, Hernando de Luque, che prestava servizio a Panama' e che investi' grandi quantita' di denaro nel progetto: la conquista di un ricco impero indigeno, che secondo le notizie si trovava a sud. Il Peru', appunto.

Tale conquista si realizzo' tra il 1524 ed il 1533 e i successi di Pizarro gli valsero il titolo di governatore di quel territorio e di marchese della corona.

Francisco Pizarro nacque a Trujillo, citta' dell'Estremadura, nel 1476 e mori' a Lima nel 1541. A partire dal 1498 inizio' a partecipare alle azioni militari spagnole in Italia, combattendo agli ordini di Gonzalo Fernandez de Cordoba, piu' conosciuto con il soprannome di Gran Capitan.Durante il 1509 viaggio' in America, cercando l'opportunita' di arricchirsi in fretta. Da Santo Domingo si mosse , insieme ad Alonso de Ojeda, alla conquista della Castilla de Oro, l'attuale Colombia.

Una spedizine difficile
Nel novembre del 1524, Pizarro parti' da Panama alla ricerca del Peru' e poco tempo dopo lo segui' il suo socio Diego de Almagro. Durante questa prima spedizione, furono esplorati vasti territori della attuale Colombia per poi tornare nuovamente a Panama', nel settembre del 1525. La seconda tappa dell'impresa inizio' agli inizi del 1526 ma le numerose difficolta' indussero Almagro a tornare a Panama'alla ricerca di aiuti. Una volta reiniziato il viaggio (gennaio 1527), gli avventurieri arrivarono fino al territorio appartenente ora all'Ecuador, dove furono pero' attaccati dagli indigeni. Si rifugiarono allora presso l' Isola del Gallo. Per l'ennesima volta, Almagro fu costretto a rifugiarsi a Panama'.

Contemporaneamente, Pizarro bloccato nell' isola del Gallo, dovette affrontare le inquietudini che serpeggiavano tra i suoi uomini. La maggior parte di essi minacciavano di abbandonare l'impresa e Pizarro, secondo la tradizione, traccio' allora una linea sul suolo e invito' coloro i quali avessero deciso di seguirlo ad oltrepassare la linea, assieme a lui. Dei circa 80 uomini che facevano parte del suo seguito, solo 13 vollero andare con lui.

In gennaio del 1528, il pilota Bartolome' Ruiz , raccolse Pizarro e gli altri con l'obiettivo di navigare a sud. Esplorarono la regione di Tumbes (estremo nord del Peru') per poi ritornare a Panama'. Dopo tale esperienza, Pizarro decise di fare ritorno momentaneamente in Spagna, con l'obiettivo di trattare con la corona la conquista di terre che, gia' si sapeva, erano estremamente ricche. Nel 1529 fu firmata la Capitulacion de Toledo, con la quale gli fu assegnato il governo del territorio denominato Nueva Castilla (Peru') .

L'ultima spedizione
Una volta ritornato a Panama' , Pizarro e soci si accinsero ad organizzare la definitiva spedizione alla volta del Peru'.

Nel gennaio del 1531 salparono per dirigersi alla baia di San Mateo, mentre Almagro restava a Panama' per riunire rinforzi e partire in un secondo momento.

Pizarro poi si diresse a Guayaquil e di li' piu' a sud, gia' in territorio peruviano, dove fondo' la citta' di San Miguel (l'attuale Piura) e, senza aspettare i rinforzi di Almagro, di diresse a sud-est, arrivando fino a Cajamarca, dove si incontro'per la prima volta con l'imperatore Atahualpa.

Con un' ingannevole messa in scena gli spagnoli riuscirono ad accerchiare Atahualpa ed il suo seguito, terrorizzando i guerrieri incas con i cavalli, animali fino a quel momento completamente sconosciuti agli incas, e le detonazioni delle armi. Ci fu una immane carneficina e Atahualpa alla fine cadde prigioniero.

Pizarro, che fin dall'inizio era deciso a sbarazzarsi dell'Inca, per mesi interi finse di essere disposto a mercanteggiare la liberta' dell' ostaggio, arrivando al punto di pretendere come riscatto una quantita'enorme di oro: addirittura una stanza ricolma, come riportano le cronache. Pero' Atahualpa fu ugualmente condannato a morte e “garrotado” il 26 luglio 1533 nella pubblica piazza di Cajamarca.

Pizarro invio' messaggi scritti al sovrano di Spagna, Carlo V, informandolo degli ultimi avvenimenti ed in particolare della morte di Atahualpa. Il disappunto ed il disgusto del re furono grandi, considerando un atto indegno che un suo suddito (Pizarro), si fosse arrogato il diritto di decidere e di perpetrare una simile barbarie, fatto che attentava contro il principio monarchico di autorita'.

Fondazione di Lima
La citta' di Jauja, situata presso il dipartimento di Junin, a 3400 metri d'altitudine, fu fino all'ottobre del 1533, la sede ufficiale del governo del vicereame. Malgrado cio', la sua localizzazione nel cuore della cordillera centrale delle Ande, non solo ne rendeva difficile l'accesso, era uno svantaggio pure in caso di attacco da parte degli indigeni; inoltre si erano verificati preoccupanti cambi per quanto riguarda la fecondita'degli animali domestici portati dal Vecchio Continente, causati dal freddo e dall'altitudine. Per tutte queste ragioni, Pizarro decise di trasferire la capitale in un luogo piu' accessibile e gradevole, quanto piu' vicino alla costa, e scelse come sito la fertile valle del fiume Rimac.

Il giorno 18 gennaio 1535, Pizarro fonda la citta' in rapppresentanza dell'imperatore Carlo V. Il nome ufficiale “ Citta' dei re”, fu scelto in omaggio ai Re Magi, data la vicinanza di tale ricorrenza religiosa, pero' il tempo impose la denominazione nativa di Lima che secondo alcuni autori, deriva dalla storpiatura del nome del fiume Rimac.

Rottura con Almagro
A questo punto l'antica amicizia tra Pizarro e Diego de Almagro inizio' ad incrinarsi. I patti iniziali parlavano di spartizione al cinquanta per cento delle ricchezze e dei guadagni che l'impresa avrebbe procurato loro. Cio' nonostante, dalla firma della Capitolazione di Toledo, Pizarro non volle piu' rispettare alcun accordo. Allora Almagro si decise ad ottenere l'autorizzazione da parte del re di Spagna per conquistare i territori della Nueva Toledo (Cile). Questa impresa fu un “fiasco” completo e decidendo di ritornare a Cusco, Almagro si scontro' direttamente con Pizarro. Tra i due nacque una disputa insanabile che termino' con uno scontro armato: la battaglia di Las Salinas. Almagro ebbe la peggio, fu catturato e giustiziato.

Morte annunciata
Dopo questa battaglia, il potere di Pizarro si consolido' notevolmente. Pero' a partire dall'anno 1541, iniziarono a circolare strane voci, in Peru' come nella madrepatria, di una supposta sua morte. Il conquistatore, sottovaluto' queste voci ed anche non volle dar importanza a certi indizi relativi ad una ipotetica congiura ai suoi danni.

Domenica 26 luglio del 1541 alcuni sicari almagristi entrarono con la forza nel suo palazzo e lo eliminarono.

Attualmente i suoi resti riposano nella Cattedrale di Lima.

Con l'espugnazione della citta' di Cusco, avvenuta nel 1534, si concluse la conquista militare del Peru'e si diffuse il potere coloniale in tutto il territorio appartenuto all'impero del Tahuantinsuyo che, a partire dal 1542, entro' a formar parte del vicereame della Nuova Castiglia, chiamato in seguito vicereame del Peru', con capitale la citta'di Lima. Il vicere' era il massimo rappresentante della corona e contava, per l'amministrazione dei nuovi possedimenti, su di una burocrazia efficente con istituzioni idonee. D'altro canto la chiesa cattolica contribui' in maniera imprescindibile alla consolidazione del potere politico spagnolo. Nel 1543 Blasco Nuñez Vela fu nominato primo vicere', pero' Gonzalo Pizarro, fratello di Francisco non accetto' questa nomina e si ribello'. Con l'appoggio di alcuni soldati quest'ultimo si scontro' con le truppe del vicere'. Nel 1546, Blasco Nuñez de Vela fu definitivamente sconfitto ed eliminato. Gonzalo Pizarro divento' per un periodo padrone assoluto della situazione, fino al 1548, quando fu sconfitto definitivamente in occasione della battaglia di Xaquixahuana, dal pacificatore inviato dalla corona: Pedro de Gasca. In questo periodo furono fondate molte citta'. La fondazione si realizzava con una cerimonia speciale, durante la quale veniva tracciato il piano urbanistico a forma di scacchiera en el mezzo si lasciava lo spazio disponibile per la Plaza de Armas e per la costruzione della chiesa e dei principali edifici, simboli dell'autorita' coloniale. I nuovi padroni importarono i valori culturali ed i criteri tecnici dall'Europa e li imposero con la forza alle popolazioni indigene soggiogate. Con la colonia si stabili' la produzione di tipo feudale. Gli spagnoli iniziarono ad accaparrarsi le terre, creando cosi' grandi latifondi che si convertirono nelle unita' economiche fondamentali del sistema produttivo.

Lungo tutto questo periodo di crescita economica, il commercio della colonia si alimento' enormemente soprattutto grazie allo sfruttamento dei ricchi giacimenti di metalli preziosi.

Il Vicereame del Peru', fu la entita' politico-amministrativa stabilita dalla Spagna a partire del 1542, durante il suo periodo di dominio coloniale in America e, durante il momento della sua massima estensione, incluse territori di Colombia, Ecuador, Bolivia, Cile, Argentina. Pero', a partire dalla seconda meta' del secolo XVIII e fino all'indipendenza, il suo territorio comprendeva appena poco piu' dell'attuale territorio nazionale del Peru'.

Organizzazione
Durante il secoloXVIII, si distinsero le figure dei vicere'che introdussero le misure create dal riformismo della Casa dei Borboni , in special modo da Manuel De Amat y Junyent, che governo' tra il 1761 ed il 1776, Manuel De Guirior (1776-1780), Agustin De Jauregui (1780-1784) e Teodoro De Croix (1784-1790), destinate a revitalizzare la amministrazione coloniale con la introduzione del sistema delle intendenze.

Con lui si tento' professionalizzare il governo, sostituendo le figure dei correggitori e dei sindaci maggiori e dedicando maggiore interesse a tutto cio' che riguardava la Hacienda.

Per quanto riguarda l'ambito religioso, il sincretismo facilito'il mantenimento di un atteggiamento di accettazione del cristianesimo insieme pero' alla sopravvivenza del culto delle divinita' andine. La persecuzione dell'idolatria, promossa dai gesuiti, non impedi'che si permettesse sommessamente l'identificazione della Pachamama con la Madonna e la sovrapposizione dei simboli cristiani rispetto alle divinita' andine.

Nel Peru' la religione cattolica si diffuse grazie all'opera evangelizzatrice dei missionari spagnoli. Per quanto riguarda la produzione, il vicere' Toledo potenzio' la quantita' di manodopera utilizzata nelle miniere d'argento di Potosi' (Bolivia) e di Huancavelica (giacimenti di mercurio, elemento chimico necessario per la purificazione dell'argento), facendo in modo di convertire il Peru'in uno dei centri piu' importanti della produzione dell'argento nel mondo intero.

La economia coloniale
Si sviluppo' a partire dai modelli occidentali, nei quali il tributo ed il salario determinavano la relazione con il potere in questo campo. Inizialmente i tributi erano riscossi attraverso gli “ encomenderos”, pero' a partire dal 1565 furono i “ corregidores de indios” e piu' tardi gli “intendentes” ad occuparsene .

L'economia coloniale si organizzo' fondamentalmente grazie allo sfruttamento dei ricchi giacimenti di metalli preziosi ed i principali centri di produzione attirarono la maggior parte dell'attivita' commerciale. La manodopera india, completamente assoggettata, servi' per la realizzazione di grandi opere infrastrutturali e per l'agricoltura, l'allevamento intensivo, e per l'estazione dell'oro e l'argento.

La agricoltura di tipo europeo si sviluppo' all'inizio attorno ai centri urbani e, posteriormente, presso le valli , dove si estese la coltivazione del cotone, della canna da zucchero, dell'olivo, della vite, del trifoglio e dei cereali. La produzione di coca ebbe una importanza enorme , estendendosi su grandi aree in ragione dell'elevato consumo di questa foglia, specialmente presso le zone minerarie, generando notevoli benefici economici con la sua commercializzazione. Qualcosa di simile accadde con la produzione tessile.

Il commercio si concentro' fondamentalmente nell'approvigionamento di prodotti destinati al consumo, in America, come nell'Antico Continente e le rotte ufficiali del commercio marittimo furono scrupolosamente controllate dal monopolio della monarchia spagnola, che regolamento' in forma molto rigida la comunicazione commerciale tra i vicereami, in difesa dei suoi interessi.

Cultura e arte
La dominazione spagnola porto' con se' la evangelizzazione e la diffusione della lingua castigliana. Attraverso la Real Cedula del 12 maggio 1551, fu istituita la Universidad Mayor de San Marcos , considerata la piu' antica d'America, inoltre dall'Europa arrivarono rinomati artisti. La architettura e le arti fiorirono in tutto il vicereame, marcate specialmente dalla religione cattolica che diede origine a cattedrali, parrocchie e conventi urbani e rurali, disseminati attraverso tutta la geografia andina. Le aree di massimo sviluppo architettonico religioso e civile si formarono intorno a Tunja , in Colombia , a Quito, in Ecuador, a Lima e Cusco, in Peru', sebbene pure altre regioni, come il Collao, presso l'altipiano boliviano, conobbero periodi di febbrile espansione urbanistica.

La inquisizione
In Peru', l'Inquisizione fu istituita dal re Filippo II nel 1569 e non fu altro che una filiale provinciale del Consiglio della Suprema e Generale Inquisizione spagnola. A Lima entro' in funzione nel 1570, con il vicere' Francisco de Toledo . I primi inquisitori furono Cervan de Carezuela ed il dottor Andres de Bustamante, pero ' quest'ultimo mori' durante un viaggio a Lima, lasciando cosi' solo Cerezuela come incaricato presso il distretto della capitale. Il Tribunale inizio' i suoi interventi in un semplice locale affittato che si trovava di fronte alla Chiesa de la Merced, presso l'attuale Jiron de la Union, pero' siccome era troppo centrale, si preferi' nel 1584 spostarlo in casa di Nicolas de Ribera el Mozo, dove funziono' fino alla sua definitiva abolizione.

Una revisione delle cifre fornite dallo studioso Bartolome' Escandell ci indica che durante i suoi inizi il Tribunale si limitava al controllo della popolazione di razza bianca, includendo tanto i denominati “vecchi cristiani” quanto alcuni dei discendenti dei convertiti, principalmente quelli con ascendenza ebraica che, disobbedendo ad esplicite proibizioni della corona, arrivavano in Sudamerica. C'e' da dire che la popolazione a quell'epoca era costituita per grandissima parte da indigeni che rimasero fuori dalla sfera d'azione del Tribunale, come disposto dal sovrano di Spagna. Risulta interessante l'alta percentuale di processati di origine straniera e cio' si spiegherebbe per il fatto che era necessario controllare da vicino possibili spie al servizio di potenze nemiche della Spagna.

Le maggiori sanzioni che applico' l' Inquisizione durante i suoi anni iniziali di attivita' ricaddero infatti su stranieri di religione protestante, verso i quali esisteva non tanto un'avversione religiosa, quanto piuttosto di tipo politico.

Il primo condannato al rogo fu il francese Meteo Salado il giorno 15 novembre del 1573. Molti dei processati come protestanti in realta' erano corsari, utilizzati dall'Inghilterra nella sua lotta contro la Spagna per il controllo delle rotte commerciali oceaniche e dei punti strategici del Nuovo Continente.

L'Inquisizione fu abolito per decreto delle Reali Corti di Cadice, il 22 febbraio del 1813 e nel luglio dello stesso anno si ordino' la pubblicazione a Lima del decreto di abolizione. Alcuni giorni dopo, avendo permesso l'ingresso ad un gruppo di persone nei locali del Tribunale, si produsse l'infausto saccheggio con la conseguente perdita di gran parte della preziosa documentazione relativa alle indagini ed ai processi. Durante l'anno 1814, quando il re Ferdinando VII torno' al trono, si dispose di mettere in funzione nuovamente il Santo Offizio, pero' la sua importanza fu piu' formale che sostanziale e nel Peru' fu abolito una volta per tutte nel 1820, a radice del processo emancipativo durante il quale si ottenne la soppressione di ogni sorta di dipendenza politica imposta dalla madrepatria.

Lungo i due secoli e mezzo dell'Inquisizione a Lima, la cui giurisdizione comprendeva pure i territori attuali del Peru', Bolivia, Cile, Argentina, Uruguay e Paraguay, furono sentenziate 1474 persone, la maggioranza delle quali fu condannata solamente a pagare ammende, recitare preghiere o ad altre sanzioni di minore entita'.Il totale dei casi di condanna a morte fu di appena 32; circa 15 dei quali furono bruciati vivi, gli altri condannati invece alla “garrota”. Dei condannati a morte, 23 per causa della loro fede giudaica, 6 per essere luterani e due per diffondere pubblicamente posizioni considerate eretiche.

La Rivoluzione di Jose' Gabriel Condorcanqui Tupac Amaru II
Il vicereame del Peru' fu lo scenario di una delle piu' importanti ribellioni di indigeni e meticci contro gli abusi del potere spagnolo: quella promossa e capitanata da Tupac Amaru che inizio' il 4 novembre del 1780 presso il villaggio andino di Tinta , a sudest di Cusco, in aperta protesta contro le pessime autorita'della zona, cioe'contro le prepotenze che commettevano i rappresentanti della corona per quanto riguarda la riscossione delle tasse e l'organizzazione del lavoro obbligatorio, la tanto odiata mita.

Questo leggendario e controverso personaggio nacque a Tinta, oggi distretto appartenente alla provincia di Canchis, dipartimento di Cusco, il 19 marzo del 1740. Era il secondogenito di Miguel Condorcanqui e di Rosa Noguera. Alla morte del fratello maggiore, rimase l'unico erede legittimo della nobilta' di origine inca della zona che comprendeva Surimana, Tungasuca e Pampamarca. Si educo' nel collegio gesuita di San Francisco de Borja, dove si distinse per applicazione e dedicazione allo studio.

Una volta innescata la rivolta, egli fece imprigionare il “corregidor” di Tinta, Antonio de Arriaga, che fu sottoposto al giudizio popolare e condannato all'impiccagione presso la piazza di Tungasuca, con l'accusa di essere un mal governante.

Seguito da un numeroso esercito di uomini e donne, armati praticamente solo di bastoni, asce , coltelli e alcune armi da fuoco, percorse i centri abitati dei departamenti di Cusco e Puno, al fine di sollevare la popolazione indigena.

Le principali rivendicazioni dei rivoltosi erano l'esonerazione della mita nelle lontane miniere di Potosi' (Bolivia) per gli abitanti di Tinta, la diminuzione degli elevati tributi, la fine delle intollerabili ingiustizie nel sistema delle ripartizioni commerciali e la creazione immediata della Audiencia del Cusco, per una piu' rapida amministrazione della giustizia.

Gli spagnoli non vollero pero' fare nessuna concessione in questo senso.

Il 18 di novembre del 1780, Tupac Amaru di diresse allora con il suo esercito a nord e riusci' a sconfiggere gli spagnoli durante la battaglia di Sangarara '. Poi si spinse sull'altipiano del Collao, lasciando le sue truppe al comando di sua moglie Micaela Bastidas. Di ritorno a Cusco, incontro' pero' una forte resistenza che lo obbligo' a ritirarsi a Tinta dove si scontro' nuovamente con gli spagnoli al comando di Juan Antonio de Areche , il 6 aprile 1781 . Questa volta fu sconfitto e non ebbe altra possibilita' di ripiegare, pero' mentre si dirigeva a Langui , fu catturato assieme a sua moglie, figli e parenti, per colpa del tradimento di un suo colonnello e consegnato agli spagnoli.

Fu condotto a Cusco il 14 aprile e cinque giorni dopo fu sottomesso ad interrogatorio. Considerato colpevole, fu sentenziato a morire squartato. Il 18 maggio del 1781 fu obbligato ad assistere alla crudele esecuzione di sua moglie e dei suoi figli, che furono impiccati e poi squartati. Poi gli legarono con delle corde braccia e gambe alle selle di 4 cavalli, montati da meticci che cominciarono a tirare nelle 4 direzioni e, non potendo pero' smembrarlo per causa della sua eccezionale costituzione fisica, gli tagliarono la lingua e lo decapitarono.

I suoi partigiani pretesero continuare la ribellione nella zona del Collao, pero' furono battuti e condannati a morte, concludendosi cosi' la insurrezione popolare piu' grande nella storia del vicereame del Peru'.

   
 

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Realizado por: Willard Tamay G. y Michele Mosca Hecho en Chiclayo-Pimentel - Perú - ACTUALIZADO: 16-Gennaio-2008 10:41 am